In memoria del Cardinale scomparso e della sua eccellente relazione sulla natura soprannaturale dei fenomeni prodigiosi nel Santuario Mariano (2 Video IT-EN)
«Va ricordato l’ultimo importante incarico affidato da Papa Ratzinger al cardinale dopo la conclusione del suo mandato di presidente della CEI e di Vicario di Roma, la guida di una speciale commissione di indagine e di studio sulle apparizioni di Medjugorje: un lavoro considerevole e accurato, conclusosi con un parere sostanzialmente positivo in relazione al primissimo periodo del fenomeno, che il cardinale consegnerà nelle mani del successore di Benedetto XVI, Papa Francesco».
Con queste parole Andrea Tornielli, uno dei giornalisti più esperti sulle visioni della Regina della Pace dei 6 veggenti della Bosnia Erzegovina, ricorda su Vatican News il ruolo cruciale svolto dal cardinale Camillo Runi, appena scomparso (oggi i funerali nella Basilica di San Pietro a Roma).
Rammenta a chi non lo conosceva bene il carisma spirituale del porporato che, forte delle virtù intellettuali donate dallo Spirito Santo (Intelligenza, scienza e Sapienza), seppe genuflettersi con la devozione di un autentico cristiano alla più solenne e duratura “Epifania“ terrena della Madre Celeste.
Oggi Tornielli scrive in qualità di direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, ma il 16 maggio 2017 fu il primo giornalista a comunicare l’eccezionale risultato raggiunto dalla Commissione Ruini che riportiamo integralmente in questo articolo di Rinascimento Cristiano a cui aggiungiamo un ricordo del Pontefice Leone XIV.
Purtroppo non è stata pubblicata dalla Santa Sede la relazione finale della Commissione Ruini.

Medjugorje, ecco le conclusioni della relazione Ruini
di Andrea Tornielli – pubblicato in origine su La Stampa (link non più funzionante)
NB I link ai precedenti articoli di Rinascimento Cristiano o Gospa News sono stati aggiunti a posteriori
Tredici voti favorevoli al riconoscimento della soprannaturalità delle prime 7 apparizioni di Medjugorje, un voto contrario e uno sospensivo, La maggioranza di voti sospensivi e molti dubbi sulal continuazione del fenomeno delle apparizioni dalla fine del 1981 ad oggi. E’ questo il risultato finale del lavoro della commissione su Medjugorje istituita nel 2010 da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini.
Un documento a cui ha fatto riferimento Papa Francesco nel dialogo con i giornalisti sul volo di ritorno da Fatima, quando ha rivelato la distinzione tra le primissime apparizioni e il fenomeno successivo e ha detto: «Una commissione di bravi teologi, vescovi, cardinali. Bravi, bravi, bravi. Il rapporto-Ruini è molto, molto buono».
Il segnale emerso dalle parole del Pontefice, com’è noto, è positivo circa i frutti spirituali e le conversioni («gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita»), ma è negativo per quanto riguarda le apparizioni che tutt’oggi continuano: «Io preferisco la Madonna madre, e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora».
Una commissione voluta da Ratzinger
Dal 17 marzo 2010 al 17 gennaio 2014, per volontà di Benedetto XVI, veniva istituita una commissione presieduta da Ruini. Oltre all’ex presidente della Cei, vi hanno fatto parte i cardinali Jozef Tomko, Vinko Puljić, Josip Bozanić, Julián Herranz, e Angelo Amato. Insieme a loro lo psicanalista Tony Anatrella, i teologi Pierangelo Sequeri, Franjo Topić, Mihály Szentmártoni e Nela Gaspar, il mariologo Salvatore Perrella, l’antropologo Achim Schütz, 1l canonista David Jaeger, 1l relatore delle cause dei santi Zdzisław Józef Kijas, lo psicologo Mijo Nikić e l’officiale della dottrina della fede Krzysztof Nykiel.
Hanno avuto il compito di «raccogliere ed esaminare tutto il materiale» su Medjugorje e di presentare «una relazione dettagliata» col relativo voto circa «la soprannaturalità o meno» delle apparizioni oltre a indicare le «soluzioni pastorali» più opportune. La commissione si è riunita 17 volte, ha vagliato tutta la documentazione depositata in Vaticano, nella parrocchia di Medjugorje e anche negli archivi dei servizi segreti dell’ex Jugoslavia. Ha ascoltato tutti i veggenti e i testimoni, e nell’aprile 2012 ha svolto un sopralluogo nel paesino dell’Erzegoivina.
Giudizio positivo sulle prime apparizioni
La commissione ha rilevato una differenza molto netta tra gli inizi del fenomeno e il suo successivo sviluppo. E ha cosi deciso di esprimersi con due voti distinti sulle due diverse fasi: le prime 7 presunte apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, e tutto ciò che è successo dopo. I membri e gli esperti si sono espressi con 13 voti a favore del riconoscimento della soprannaturalità delle prime visioni. Un membro ha votato contro e un esperto ha espresso un voto sospensivo.
La commissione sostiene che i sette ragazzi veggenti erano psichicamente normali, sono stati colti di sorpresa dall’apparizione, e in ciò che raccontano di aver visto non c’è stato alcun influsso esterno da parte dei francescani della parrocchia o di altri soggetti.
Hanno resistito nel raccontare quanto avevano visto nonostante la polizia li avesse arrestati e minacciati di morte. La commissione ha anche scartato l’ipotesi di un’origine demoniaca delle apparizioni.
I dubbi sullo sviluppo del fenomeno
Per quanto riguarda la seconda fase delle apparizioni, la commissione ha tenuto presente le pesanti interferenze dovute al conflitto tra il vescovo e i francescani della parrocchia, come pure al fatto che le apparizioni, preannunciate e programmate singolarmente per i veggenti non più in gruppo, siano proseguite con messaggi ripetitivi. Queste continuano, nonostante i ragazzi avessero detto che avrebbero avuto una fine, in realtà mai verificatasi.
C’è poi il tema dei «segreti» dal sapore apocalittico che i veggenti affermano essere stati rivelati a loro dall’apparizione.
Su questa seconda fase la commissione ha votato in due tempi. Una prima volta prendendo in considerazione i frutti spirituali di Medjugorje ma lasciando da parte il comportamento dei veggenti. Qui 3 membri e 3 esperti affermano esserci effetti positivi, 4 membri e 3 esperti effetti misti in prevalenza positivi e altri 3 membri effetti misti, positivi e negativi. Se invece oltre ai frutti spirituali si tiene conto del comportamento dei veggenti, 8 membri e 4 esperti ritengono che non ci si possa esprimere, mentre altri due membri hanno votato contro la soprannaturalità.
La soluzione pastorale
Dopo aver rilevato come i veggenti di Medjugorje non siano mai stati adeguatamente seguiti dal punto di vista spirituale, e aver osservato che essi da tempo non formano più un gruppo, la commissione si è pronunciata a favore della fine del divieto di pellegrinaggi organizzati a Medjugorje (13 tra membri ed esperti su 14 presenti) e ha votato a maggioranza in favore della costituzione a Medjugorje di «un’autorità dipendente dalla Santa Sede» e per la trasformazione della parrocchia in santuario pontificio.
Una decisione dettata da motivi pastorali – la cura dei milioni di pellegrini che arrivano, evitare che si formino «chiese parrallele», chiarezza sulle questioni economiche – che non implicherebbe il riconoscimento della soprannaturalità delle apparizioni.

I dubbi della Dottrina della fede
Ne ha parlato Francesco sull’aereo. La Congregazione per la dottrina della fede guidata dal cardinale Gerhard Ludwig Müller ha espresso dei dubbi sul fenomeno e anche sulla relazione Ruini considerata un autorevole contributo da confrontare con altri pareri e documenti. Nel 2016 si è svolta una «Feria IV», la riunione mensile dei membri del dicastero, convocata per discutere il caso
Medjugorje e la relazione Ruini.
Ognuno dei cardinali e dei vescovi che ne sono stati membri ha ricevuto il testo della Commissione ma anche altro materiale in possesso della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel corso della riunione è stato chiesto ai membri di produrre i loro pareri.
Papa Francesco, non volendo che la relazione Ruini da lui apprezzata, venisse messa “all’asta”, ha però stabilito che i pareri dei membri dell Feria IV fossero inviati direttamente a lui. E’ questo è puntualmente avvenuto.
La Decisione di Francesco
Il papa, dopo aver esaminato la relazione Ruini e i pareri dei membri della Congregazione per la dottrina della fede, ha deciso di affidare all’arcivescovo Henryk Hoser, una missione da «inviato speciale della Santa Sede» per «acqiosore più approfondite conoscenze della situazione pastorale» a Medjugorje e «soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio» per «suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro». Entro l’estate 2017 consegnerà i risultati del suo lavoro e il Papa prenderà una decisione.
di Andrea Tornielli – pubblicato in origine su La Stampa (link non più funzionante PDF QUI)
UN PASSO IN AVANTI E DUE INDIETRO DEL VATICANO
Lo scorso 19 settembre il Dicastero della Dottrina della Fede dello Stato Vaticano ha riconosciuto “i buoni frutti” spirituali e sociali conformi alla morale cattolica cristiana e agli insegnamenti biblici derivanti dalle Apparizioni della Gospa a Medjugorje pronunciando il “nihil obstat” ufficiale di Papa Franceso ai pellegrinaggi al santuario mariano della Parrocchia di San Giacomo gestita dai francescani.
Superficialmente potrebbe apparire una notizia molto positiva ma lo è ben poco. Infatti non viene riconosciuta la natura soprannaturale del fenomeno e nemmeno l’autenticità delle apparizioni della Regina della Pace ai veggenti: pertanto viene spazzato via anche il precedente pronunciamento della Commissione Ruini.
Si riconosce la bontà pastorale dei Messaggi mariani e l’importanza del Santuario Mariano e come peraltro già avvenuto nel luglio 2018 quando Papa Francesco inviò il primo Visitatore Apostolico il cardinale polacco Henryk Hoser…
la Chiesa Cattolica, come un gambero, fa un passo in avanti e due indietro…
l Papa: Ruini fratello di fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante
Pubblicato in origine da Vatican News
Il cardinale Camillo Ruini, scomparso ieri (16 giugno 2026 – ndr) all’età di 95 anni, è stato un “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa”.
Così Papa Leone XIV ricorda l’ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana e vicario generale emerito per la Diocesi di Roma, in un telegramma inviato questa mattina, 17 giugno, al cardinale Baldassare Reina, vicario generale per la Diocesi di Roma.
Un ministero iniziato nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
La notizia della morte del porporato emiliano, scrive il Papa, “suscita nel mio animo sentimenti di viva partecipazione assieme alla gratitudine al signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa”, che visse con generosità il suo ministero prima nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, dove è stato anche vescovo ausiliare, e poi, “per il resto della sua lunga esistenza” a beneficio della Diocesi di Roma e della Chiesa italiana.
L’impegno per un fecondo dialogo col mondo della cultura
Nel suo messaggio, Leone XIV esprime al cardinale Reina, “al Consiglio episcopale, ai familiari, al presbiterio Romano e ai fedeli tutti la mia vicinanza e il mio cordoglio”, e del cardinal Ruini ricorda il “suo proficuo lavoro per la Conferenza Episcopale Italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura”. Il Pontefice chiede infine a Dio, per intercession della Vergine Maria, di accoglierlo nella Gerusalemme celeste, e imparte di cuore la benedizione apostolica “a quanti ne piangono la dipartita, con un pensiero riconoscente a coloro che lo hanno premurosamente accudito”.
Le esequie del cardinale Ruini saranno celebrate da Papa Leone giovedì 18 giugno, alle ore 16.30, all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.
Parolin: una grandissima figura che ha inciso nella vita della Chiesa
In serata, prima di partecipare a Roma al Festival dell'”Umano Tutto Intero”, promosso dal network “Ditelo sui Tetti”, al titolo “Dalla parte delle creature!” ispirato a San Francesco, anche il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, raggiunto dai giornalisti, ha ricordato il cardinale Camillo Ruini. “
Conservo una grande riconoscenza”, per lui, ha sottolineato, come “una grandissima figura nella storia della Chiesa italiana e universale, che ha veramente inciso con la sua personalità e con le sue iniziative nella vita della Chiesa”. Ed ha aggiunto che in questi ultimi anni, “quando lui usciva e c’era occasione di incontrarci, c’è sempre stato un dialogo molto bello e molto fraterno”.
Pubblicato in origine da Vatican News

