LA SOLENNITA’ DEL SACRO CUORE DI GESU’. Dalla Visione di Santa Margherita Maria Alacoque al Celebre Dipinto di Batoni

Sacro Cuore di GesùL’adorazione del cuore di CristoSolennità della Chiesa Cattolica Apostolica Romana

Ricorrenza: 12 giugno 2026festa mobile nel venerdì successivo all’ottava consacrata all’onore del mio Divin Corpo,

Patrono di:
Ciampino, Bellizzi, Porto Tolle, Luserna San Giovanni, Renon, Torreglia, Zocca, Vandoies, Moconesi, Canazei e altri comuni

Nella città di Paray-le-Monial, in un monastero della Visitazione, verso l’anno 1670, trovandosi in un giorno dell’ottava del Corpus Domini, Santa Margherita Maria Alacoque, prostrata innanzi al Santissimo Sacramento esposto alla pubblica adorazione, le apparve Gesù, e le diede a vedere il suo SS. Cuore.

Nata in Borgogna nel 1647, Margherita ebbe una giovinezza difficile, soprattutto perché dovette vincere la resistenza dei genitori per entrare, a ventiquattro anni, nell’Ordine della Visitazione, fondato da san Francesco di Sales. Diventata suor Maria, restò vent’anni tra le Visitandine, e fin dall’inizio si offrì «vittima al Cuore di Gesù». Fu incompresa dalle consorelle, malgiudicata dai superiori. Anche i direttori spirituali dapprima diffidarono di lei, giudicandola una fanatica visionaria.

Il beato Claudio La Colombière divenne preziosa guida della mistica suora della Visitazione, ordinandole di narrare, nell’autobiografia, le sue esperienze ascetiche.

Santa Margherita Maria Alacoque

Era questo tutto investito da fiamme, circondato da una corona di spine, squarciato da una ferita, e con una croce piantatavi sopra.

«Vedi, disse Gesù alla sua adoratrice, vedi questo Cuore che si strugge d’amore per gli uomini, ciò nonostante non riceve che ingratitudine e oltraggi. Questo Cuore è sempre disposto a versare grazie e benedizioni sopra di tutti; ma gli oltraggi continui che mi fanno, ne impediscono la diffusione».

Carlo Muccioli – Gesù appare a Santa Margherita Maria Alacoque. Basilica di San Pietro a Roma.

«Pensa tu adunque a riparare un sì lagrimevole disordine, e fa che il venerdì successivo all’ottava consacrata all’onore del mio Divin Corpo, sia specialmente consacrato all’onore del mio Divin Cuore, riparando con onorevole ammenda e devota comunione le offese che ricevo nella divina Eucaristia. Io spargerò abbondanti benedizioni su quanti mi presteranno questo culto; e a te affido l’incarico di far conoscere ed eseguire il mio volere ».

Margherita, si accinse all’adempimento della volontà di Gesù.

La grande devozione di Santa Margherita al Sacro Cuore è testimoniata fedelmente nelle sue lettere tramandate negli anni: “«Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore”

https://gospanews.net/2023/06/16/corpus-domini-e-sacro-cuore-di-gesu-occultati-dai-dc-andreotti-e-leone-nel-1977-lattacco-dei-cattomassoni-al-culto-cristiano/

Il Pontefice Clemente X approvò solennemente la devozione al Sacro Cuore e l’arricchì di molte indulgenze. Pio IX ne estese la festa a tutta la Chiesa e Pio XI innalzò la festa a rito doppio di prima classe con ottava.

MASSIMA. Imparate da me che sano mansueto umile di Cuore.

PRATICA. Rinnovate la vostra consacrazione al Sacro Cuore di Gesù.

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il quale, mite e umile di cuore, esaltato sulla croce, è divenuto fonte di vita e di amore, a cui tutti i popoli attingeranno.


ICONOGRAFIA

Nell’iconografia del Sacro Cuore ci torna certamente a memoria la Passione di Cristo per mezzo dei suoi simboli: la croce, la corona di spine, le fiamme, la luce e la ferita sanguinante.

titolo Sacro Cuore di Gesù con Sant’Ingazio di Loyola e San Luigi Gonzaga
autore José de Páez anno circa 1770

La croce: la croce è letteralmente “piantata” dentro al cuore, a significare che tutta la realtà della crocifissione trae il suo significato dal cuore di Gesù. Ci ricorda anche come la croce debba essere sempre ancorata nel nostro cuore in quanto eleva il nostro sguardo verso l’alto unendoci con il divino.

Le fiamme: anch’esse simbolo del sacrificio, come testimoniato nel Vecchio Testamento in cui sono offerti sacrifici a Dio con il fuoco, come il sacrificio di Isacco da parte di Abramo. Il fuoco è anche elemento importante quando Dio comparve nel roveto ardente parlando a Mosè. Le fiamme sono però anche associate all’amore di Gesù per noi: “Sacro Cuore di Gesù, che ardi d’amore per noi, infiamma il nostro cuore d’amore per Te”.

Dagli scritti di Santa Margherita: “Da ogni parte di quella sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo adorabile petto, che somigliava a una fornace ardente. Dopo averlo scoperto, mi mostrò il suo amante e amabilissimo Cuore, sorgente viva di quelle fiamme“

I raggi di luce: Oltre alle fiamme e alla croce il Sacro Cuore è circondato da una luce sgargiante. Nel Nuovo Testamento la luce è spesso associata a Gesù: “«Io sono la luce del mondo”. Gesù non solo è la luce del mondo ma è anche colui che ci illumina, rivelandoci Dio. Nella Conversione di San Paolo l’apostolo fu avvolto da una luce dal cielo.

La corona di spine: solitamente posta sul capo di Gesù in segno di scherno, qui invece circonda completamente il Sacro Cuore a ricordare il dolore che Gesù provò nel giorno della crocifissione. Santa Margherita Alacoque descrive le spine come i peccati degli uomini che trafiggono il cuore di Gesù.

Leggi inoltre – CORPUS DOMINI E SACRO CUORE DI GESU’: FESTE CRISTIANE SFREGIATE DAI CATTO-MASSONI. Varie Solennità Religiose abolite dai DC Andreotti e Leone nel 1977

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La ferita laterale: Sul lato sinistro del cuore da una ferita sgorgano gocce di sangue. Nel Vangelo di Giovanni è scritto: „Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv, 19:33-34). Una volta morto il corpo di Gesù è sottoposto a ulteriore dolore, dolore che in una delle rivelazioni fatte a Santa Margherita Gesù descrive come provenire dalle azioni degli uomini: “non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d’Amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così”. Questa ferita da cui sgorga sangue simboleggia i peccati più grandi degli uomini.

Papa Benedetto XVI scrisse “l’Adorazione dell’Amore di Dio, che ha trovato nel simbolo del ‘Cuore trafitto’ la sua espressione storico – devozionale, rimane imprescindibile per un rapporto vivo con Dio”.

Se da una parte l’immagine del Sacro Cuore e gli scritti della mistica mettono in risalto il dolore e la delusione di Gesù verso gli uomini che peccando lo feriscono, dall’altra ancora una volta Gesù vuole esprimere il suo amore smisurato verso l’umanità. Come scrisse Papa Francesco per celebrare la festa “Gesù ci guarda, ci ama e ci rispetta. È tutto cuore e tutta misericordia. Andiamo con fiducia a Gesù, Lui ci perdona sempre”.


Fonte principale: Santi e Beati

IL CELEBRE DIPINTO DEL SACRO CUORE DI GESU’

di prof. Liliana Barroeropubblicato in origine su Art & Wine n. 23

Pompeo Girolamo Batoni (nato a Lucca nel 1708, morto a Roma nel 1787) fu ai suoi tempi un pittore famosissimo, il più celebre d’Europa. Tra i suoi clienti contava Federico II di Prussia, Maria Teresa d’Austria, la zarina di Russia Caterina, pressoché tutta l’aristocrazia britannica per la quale eseguì numerosi ritratti, e ovviamente i pontefici.

Oggi è pressoché sconosciuto al grande pubblico, tanto che molti ignorano che fu l’autore di una delle immagini sacre più note e diffuse, il Sacro Cuore, eseguito nel 1767 per la Chiesa romana del Gesù.

Pompeo BatoniIl Sacro Cuore (1767, olio su rame, cm. 73,7 x 61- Roma, chiesa del Gesù)

I contemporanei lo apprezzavano per le stesse doti che anche oggi possiamo riscontrare.

Il suo disegno è impeccabile,il colore è squisito e ricco di sottili modulazioni; sa descrivere i più minuti particolari – oggetti, elementi di paesaggio, la differente consistenza dei tessuti – senza pedanteria, accordandoli in un insieme raffinato ed equilibrato, come nel Riposo durante la fuga in Egitto (vedi link PDF in fodnoi all’articolo) che mostra la Madonna e il Bambino addormentati, vegliati dagli angeli e da San Giuseppe.

Lo stesso sentimento di tenerezza traspare nella bellissima Sacra Famiglia dove un rugoso San Giuseppe, che ha appena chiuso il libro sul quale poggia le mani in un gesto di assoluta naturalezza, contempla con affetto la Madonna e il Bambino.

Pompeo Girolamo Batoni – Sacra Famiglia (1760 circa, olio su tela, cm. 98,5 x 73,5 – Roma, Pinacoteca Capitolina)

Batoni infatti fu pittore di grandi scene storiche e bibliche, di monumentali quadri d’altare (alcuni di essi superano i cinque metri d’altezza) e di spettacolari ritratti dei viaggiatori inglesi: quei “milordi”, com’erano chiamati allora, che amavano farsi ritrarre a grandezza naturale davanti alle antichità romane.

Ma fu per le sue doti di grande interprete di un sentimento religioso profondo e capace di comunicare emozioni che i Ge-
suiti, nel momento del trionfo della cultura dell’Illuminismo, chiesero a lui e non ad altri pittori allora presenti a Roma di creare un’immagine che esprimesse quella “religiosità del cuore” da loro predicata: quel Sacro Cuore il cui messaggio arriva ancora oggi diretto ed immediato.

Liliana Barroero
professoressa ordinaria di Storia della Critica dell’Arte Dipartimento di Studi Umanistici – Università Roma Tre

pubblicato in origine su Art & Wine n. 23 – clicca sul link o sull’articolo sotto per guardare il PDF con le foto HD


CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

O Gesù dolcissimo, Redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente protesi al vostro Altare. Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per poter vivere a Voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al vostro Santissimo Cuore.

Molti purtroppo non vi conobbero mai; molti disprezzando i vostri comandamenti, Vi ripudiarono. O benignissìmo Gesù, abbiate misericordia e degli uni e degli altri; e tutti quanti attirate al vostro Cuore Santissimo.

O Signore, siate il Re non solo dei fedeli, che non si allontanarono mai da Voi, ma anche di quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi quanto prima ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame.

Siate il Re di coloro che vivono nell’inganno dell’errore, e sono separati da Voi per discordia; richiamateli al porto della verità e all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile e un solo pastore.

Siate il Re di tutti coloro che sono avvolti nelle tenebre dell’idolatria e dell’Islamismo; e non ricusate di trarli tutti al lume e al regno vostro.

Riguardate finalmente con occhio di misericordia i figli di quel popolo che un giorno fu il prediletto; scenda anche sopra di loro, un lavacro di redenzione e di vita, il Sangue già sopra di essi invocato.

Largite, o Signore, incolumità e libertà sicura alla vostra Chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine; fate che da un capo all’altro della terra risuoni questa unica voce: Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salute; a Lui si canti gloria e onore nei secoli. Così sia.

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